CLARA PETACCI E BENITO MUSSOLINI

Gio, 28/02/2019

Clara Petacci detta Claretta (Roma, 28 febbraio 1912 - Giulino di Mezzegra, 28 aprile 1945), nota per essere stata amante di Benito Mussolini. Era appassionata di pittura e cinema. Sorella dell'attrice Miria di San Servolo, nome d'arte di Maria Petacci.
Il 24 aprile 1932, Claretta incontra, per la prima volta, Benito Mussolini. Claretta ha 20 anni, è nel pieno della sua giovinezza e della sua bellezza; il Duce ne ha 48.
Claretta sposa il fidanzato, il tenente dell'aeronautica Riccardo Federici, da cui si separerà nel 1936. Dopo la sua separazione inizierà la relazione intima con il Duce.
Ogni giorno lo aspetta nella stanza dei loro incontri e anche se gelosissima sopporta tutte le umiliazioni, che nonostante le volesse bene, Mussolini le faceva subire. Claretta non chiederà mai a Mussolini di lasciare la moglie per lei. Accettava quello che il suo uomo poteva darle, fino alla fine, fino a voler morire vicino a lui, per dimostrargli fino in fondo la sua dedizione e per compensarlo, a suo modo di vedere, di tutti gli abbandoni subiti nella fase finale del suo potere.
Alla caduta del regime, Clara Petacci viene arrestata il 25 luglio 1943 per essere poi liberata il giorno 8 settembre, quando viene annunciata la firma dell'armistizio di Cassibile. Tutta la famiglia abbandona Roma e si trasferisce nel nord Italia controllato dalle forze tedesche, dove poi sorge la Repubblica di Salò.
Clara si trasferisce in una villa a Gardone, non lontano dalla residenza di Mussolini. Il 25 aprile, Clara, insieme ad altri alti fascisti, si mette in fuga verso Como. Il 27 aprile 1945, durante l'estremo tentativo di Mussolini di sottrarsi alla cattura, Clara viene bloccata a Dongo.
Il 28 aprile, Il giorno seguente, dopo il trasferimento sul lago di Como, Benito Mussolini e Claretta Petacci vengono fucilati.
Su Claretta non pendeva nessuna condanna. 

Il 29 aprile, i corpi vengono esposti in piazzale Loreto a Milano, appesi per i piedi. Il luogo viene scelto per vendicare simbolicamente la strage di quindici partigiani e antifascisti avvenuta il 10 agosto 1944, messi a morte per rappresaglia in quello stesso luogo.

Francesco Murini